martedì 25 aprile 2017

Canta Queste Canzoni

Q
Nel 1988 esce a sorpresa questo doppio album live degli X,che è l'unica testimonianza ufficiale, di una delle più grandi e importanti rock band di tutti i tempi.
John Doe, Exene Cervenka, e Don J.Bronebake,accompagnati dal nuovo chitarrista Tony Gilkyson che sostituisce il dimissionario Billy Zoom, registrano questo live mentre sono impegnati a sostenere il loro nuovo album See How We Are. E' una Los Angeles sotterranea quella che va in onda, l'eterna lotta per la sopravvivenza, dove l'odio razziale, il disadattamento, e la disperazione, rendono la gente aggressiva e frustrata.
 Queste sono canzoni per sentirsi meno soli, e gli X ci mettono tutto quello che hanno dentro se stessi suonandole con quel misto di energia,cuore e passione, che le rende la colonna sonora di tutti quei rinnegati, prostitute, vagabondi, papponi e tagliaborse, fermi agli angoli delle cattive strade.Per questa ragione non stupisce neppure la rilettura di So Long It's Been Good To Know You di Woody Guthrie, perché è il loro modo di essere sempre più vicini a quel popolo di diseredati. Live At The Whisky A Go Go però resta un disco di rock sovversivo e rabbioso, una cosa selvaggia che ti prende alla gola, per farti continuare a vivere e sognare, ricordandoti che l'unica arma che abbiamo a disposizione è la resistenza.
Ora e per sempre.

 

lunedì 24 aprile 2017

Una Palla E Una Catena

Janis Joplin cantava un blues nero e carico di angoscia, con una voce roca e profonda, straziante e senza mai deglutire quello che le usciva dall'anima più profonda. Era una donna sola e tormentata, eccessiva e senza mezze misure. Affamata d'amore di quello vero e sincero, che non troverà mai. Appena diciottenne fugge verso la California già imbottita di alcool, e inizia a  cantare in piccoli locali malfamati, perché si sente vicina allo spirito dei suoi idoli, la cantante Bessie Smith, e il gigante buono Leadbelly. Il  pubblico la inizia a scoprire nel 1966 al Festival di Monterey, ma deve arrivare la pubblicazione di Cheap Thrills con copertina di Robert Crump, perché il mondo resti abbagliato dalla sua voce, e lei diventi una stella di prima grandezza. Cheap Thrills fu pubblicato dalla Columbia nel 1968, ed è un disco che ha una carica emotiva senza uguali, i Big Brother una band assai discussa  per i limiti tecnici,riescono a farle uscire tutta la sua forza vitale, la sua dolcezza, la sua rabbia, come nessun altro mai riuscirà a fare.
Nessuno sa cantare il blues come Janis
Joplin.


Riportando Tutto A Casa


Nel 1968 un viaggio in moto che va da Los Angeles a New Orleans, diventa la storia di un film che parla di strade polverose, di distributori di benzina deserti, di cartelloni pubblicitari, e di sogni strapazzati dal vento della Monument Valley. Dennis Hopper insieme a Peter Fonda e Terry Southern, ha scritto la sceneggiatura di Easy Rider (un termine che sta a indicare l’uomo di una puttana) oltre a esserne il regista. Il film inizia con le note di The Pusher una canzone di Hoyt Axton che è una denuncia contro gli spacciatori di cocaina, e prosegue con Born To Be Wild entrambe interpretate dagli Steppenwolf, una band che suonava una miscela potente di hard rock e psichedelica. In Easy Rider si sentono dieci canzoni, e per la prima volta è la musica che crea le immagini del film. La storia racconta di due motociclisti Billy (Hopper) e Captain America (Fonda) e del loro sogno di libertà. Entrambi finiscono ammazzati in una strada provinciale nell’America dell’intolleranza, di ieri e di oggi. La canzone The Weight fa parte della colonna sonora, ed è suonata dal gruppo canadese The Band. Un brano epico, che ti mette sulla strada, e ti fa immediatamente identificare con quei due viaggiatori solitari. In un mondo che ci vuole tutti uguali, la libertà si può trovare in mille piccole cose, in un viaggio in moto, o nel buio della notte, con la luce della luna a illuminare i tuoi passi. Oppure dentro i solchi di Music Big Pink (1968) e The Band (1969) due grandiosi album. Musica indefinibile quella di The Band, misteriosa, tormentata, che racchiude elementi che provengono dal blues, dal folk, dal ragtime, dal gospel, dal soul, dal rock’n’roll. Che trova la sua ispirazione in quell’America polverosa e di confine, nel diavolo come nella Bibbia. Musica corale, ricca di sentimento ed emozione, ma anche di paura e di colpa. I musicisti suonano al sevizio delle canzoni, e questo fa sì che la musica si modelli e si ricompatti in nuovi suoni, creando un nuovo stile.
Non si era mai sentito nulla del genere nel rock, prima di quelle pubblicazioni.


domenica 23 aprile 2017

Babilonia Sul Bus

Babylon By Bus è il frutto di varie registrazioni che Bob Marley e il suo gruppo i Wailers, fecero durante il loro tour europeo (Parigi, Copenaghen, Amsterdam e Londra) nella primavera del 1978, e fu  mixato da Jack Nuber che lo produsse insieme a Chris Blackwell. 
E' un album dall'atmosfera unica, che contiene quasi tutte le gemme di Bob Marley, che sono cose di una bellezza indicibile. I Wailers erano in questa formazione: Carlton Barret batteria, Al Anderson chitarra, Aston Barret basso, Tyron Downie tastiere, Junior Marvin chitarra, Alvin Patterson percussioni, Wire Lindo organo. I Threes ai cori ovvero:Rita Marley, Jude Morwatt e Marcia Griffiths, e infine Bob Marley voce e chitarra ritmica. Ne viene fuori un reggae aggressivo e coinvolgente, alle volte dalle tinte psichedeliche, per uno dei migliori dischi dal vivo di sempre.
  

A Buon Intenditore...

Ci sono personaggi (gente frustrata in fondo) che si spacciano per grandi critici musicali... ma poi grattando, grattando, di rock non sanno nulla... ma proprio nulla... Chi sa cose di rock come Zambo, P. Vites, Blue Bottazzi ecc... sanno bene loro che l’umiltà è la carta di tutto... Questi esserini scopiazzano sul web cose trite e ritrite... giocano con effetti speciali per cercare di apparire quello che non sono... si atteggiano a starlette del sapere... Ma alla fine sono solo dei piccolissimi stronzi... delle supercazzole spaventose...che si esiccheranno... e spariranno banalmente... sotto i raggi del sole...





In Memoria Di Duane Allman

Nel 1970 gli Allman Brothers firmano per la Capricorn un etichetta discografica fondata da Phil Walden ex manager di Otis Redding, e decidono di  pubblicare le loro esibizioni  del 12 e 13 marzo al Fillmore East di New York. Una band atipica gli Allman Brothers formata da due chitarristi, due batteristi, un bassista e un tastierista Greg Allman, che è anche il cantante. Suonano una musica aggressiva, sanguigna e possente, che affonda le sue radici nel blues del delta, incorniciando le loro canzoni con lunghi geniali assoli di chitarra, sviscerati dal magico cuore di Duane Allman, che s'incastrano perfettamente con quelli di Dickey Betts. Il tutto è sorretto dal basso pulsante e inventivo di Oakley, e da una sezione ritmica che corre come un treno eurostar. Questo è il loro capolavoro, un disco dove gli Allman Brothers reinventano il blues.
Irripetibile e fondamentale per chiunque.  

sabato 22 aprile 2017

Rock Animale

Dopo le canzoni tristi e malate di Berlin (1973) un album che nella sua atmosfera acustica e decadente, non risparmia crudeltà piccole e grandi, Lou Reed torna all'attività concertistica. Sempre alle prese con problemi di droga e depressione, ma in condizioni migliori, si esibisce il 12 dicembre 1973 alla Howard Stein's Academy of Music Di New York, da dove viene ricavato questo disco, (uscirà un seguito nel 1975 con il titolo Lou Reed live) che risulterà il suo album più venduto. Capelli corti, cerone bianco sul volto, occhi e labbra  dipinti di nero, è così che  si presenta sul palco un Lou Reed fantasmagorico, accompagnato dai chitarristi Steve Hunter, e Dick Wagner, dai bassisti Ray Colcord e Peter Walsh, e dal batterista Johnny Prakash. Tra versioni di vecchi brani dei Velvet Underground, e una Lady Day dall'aspetto di una punk girl libera e selvaggia, Lou Reed sfoggia un rock metropolitano grezzo e diretto,lirico e di grande impatto emotivo. Alla fine consegna alla storia uno di quei dischi che tutti almeno una volta nella vita dovrebbero sentire, per capire il vero senso di questa musica.