Mi sono svegliato come mi capita spesso alle quattro del mattino, senza avere niente di particolare in mente, ma con quel senso d’inquietudine che da tempo mi attanaglia la vita. Da quando le cose hanno preso a girarmi male, mi sono ritrovato parcheggiato sotto un ombra scura e maledetta. Mia moglie insieme a nostro figlio, dopo che la nostra unione ha avuto una brusca deviazione e non siamo riusciti in alcun modo a raddrizzarne il corso, è tornata a casa dei suoi genitori. Adesso vivo da scapolo, in una casa popolare di tre stanze che era stata di mio nonno. Anche in questa condizione cerco di fare il mio lavoro di padre a distanza, ma è inutile dirlo che non è per niente facile. Come ogni mattino le campane della chiesa si sono messe a suonare, ricordano ai fedeli che al risveglio bisogna purificarsi lo spirito. La mia anima io l’ho consegnata al blues, quando il diavolo mi ha divorato.
La ditta dove per vent’anni ho lavorato è fallita sotto i colpi micidiali di una crisi economica, che sta mietendo vittime come in una guerra nucleare. L’unica prospettiva che mi è rimasta è quella di arrangiarmi come meglio posso. Tutta colpa dei nostri governanti che con le loro scelte insensate, ci hanno condotto in un vicolo cieco. Per non farci capire quello che sta accadendo, cercano di convincerci tramite una schiera di giornalisti, economisti, intellettuali, e uomini di spettacolo prezzolati, che le angosce di ognuno sono quelle di tutti quanti, quindi di nessuno. Un modo per restare sulla breccia, e indurre i pochi oppositori alla ritirata. Il presentatore di kermesse ha sentenziato che non c’è più il posto fisso, invece di ammettere che non c’è più il lavoro. Il birbone sicuramente era distratto nel farsi un selfie, con qualche ministra. Bisogna fare attenzione anche alla sua combriccola di cortigiani cattivi e rabbiosi, persone con la bava alla bocca. Gente di cui avere paura.

Dopo che mi sono alzato, ho bevuto un bicchiere di latte ho guardato le previsioni del tempo, e mi sono messo a leggere un vecchio libro. Ho deciso di lasciare andare le cose per il loro verso e aspettare che succede. Mi sono detto che forse miglioreranno. Le probabilità sono uguali. Fuori il mattino è tranquillo e silenzioso, la giornata è luminosa anche se è arrivato il primo freddo. La gente del quartiere (quasi tutti anziani) si sta muovendo per andare al mercato a fare la spesa. Li vedi che camminano lentamente sul lato del marciapiede, dove batte sempre il sole. Mio figlio stamattina,prima che uscissi di casa, mi ha chiamato al telefono. “Solo per sentire come stai” mi ha fatto piacere. Fino a quando non ti capita non pensi mai che tutto possa precipitare in fretta, talmente in fretta, da lasciarti sbigottito e paralizzato dalla paura.
Furono Jorma Kaukonen e Jack Casady membri dei Jefferson Airplane a riportare in auge nei primi anni settanta il blues acustico del Delta. I due formarono gli Hot Shit (Merda Calda) ma prima della pubblicazione del primo disco, che è anche il primo unplugged della storia del rock, la casa discografica gli impose di cambiarlo in Hot Tuna. Burgers invece arriva nel 1972, e i due freak si ritrovarono nella band anche John Creach e Sammy Piazza. Questa combriccola di pazzi accompagnati dalla voce di David Crosby, dalla slide di Richmond Talbott, e dall’organo di Nikki Buck, suona un blues aguzzo e stridente, cantato dalla voce nasale e acida di Jorma Kaukonen. E’ musica per strade secondarie e spazi aperti, che ti spinge ad andare ovunque tu voglia. Asfalto nero e sentieri dimenticati, pompe di benzina, paesaggi e benzedrina a go go. Frisco è quasi alle porte, e il Reverendo Gary Davis è un angelo sul cruscotto. Il vento tiene il cielo pulito e intanto che tu guidi e guidi, non senti di sprecare il tuo tempo. Sarà anche un itinerario di memorie, ma è una botta di vita per tutti quelli che ancora si tirano appresso i loro desideri.

La mattina lavoro dal signor Alfredo che ha un negozio di scarpe, tutte prodotte in Italia. I suoi fornitori sono per lo più aziende artigiane, prevalentemente della zona di Frattamaggiore. Mi paga a giornata,, e a secondo di come vanno gl’incassi. Sistemo gli scaffali, faccio le vetrine e servo i clienti. Quando non ci sono acquirenti spolvero i banchi e lavo i vetri. Il negozio lavora sempre con i prezzi in saldo ma nonostante questo, i guadagni sono magri. Molti dei negozi del quartiere hanno chiuso i battenti, e ceduto il loro posto ai cinesi. La vita scorre lenta, e io mi sento sempre piu’ solo e annoiato. Il mattino è morto e il giorno è passato. Non c’è nulla che mi guidi se non la luna di velluto. Tutta la solitudine l’ho sentita oggi. E’ poco piu’ che sufficiente per far si che un uomo si butti via. Ma io continuo a bruciare la Lampada Di Mezzanotte..Da solo. (Jimi Hendrix)
Eletric Ladyland venne pubblicato nel 1968 dopo una gestazione delle session al Record Plant di New York, assai difficile e complicata per via dei continui litigi di Hendrix con il resto della band. Un’anima introversa e tormentata, quella di Jimi, che tratteggiava con la sua Stratocaster musica per il futuro. Un hippie con un calore blues, uno che stava provando una cosa nuova, che guardava avanti saltando da uno scoglio all’altro, su percorsi impervi e vertiginosi. Per completare Eletric Ladyland arrivarono anche i contributi di Stevie Winwood, Al Kooper, Chris Wood, Jack Casady, e Buddy Miles. Ma nonostante ciò, era lui e solo lui che si muoveva intorno alle nuvole. Questo è il suo viaggio, le sue visioni, la sua eccitante disperazione. Nello studio c’è un odore di marijuana che ti penetra fin dentro le narici, e la musica sgorga come un fiotto di sangue. La sua voce è una voce pura e libera. C’è sempre un rischio quando premi troppo sull’acceleratore, che è quello di schiantarti. Ma è tanta la tensione che spingi al massimo, pensando che quella strada non finisca mai. Hendrix superò ogni curva e sorpassò tutti. Arrivò in cima al mondo. Poi su quel letto, la discesa sembrò infinita.


Finestre blu, blu dietro le stelle Luna gialla che sorge Grandi uccelli che volano attraverso il cielo Gettano ombra sui nostri occhi Ci lasciano indifesi, indifesi, indifesi Baby riesci a sentirmi adesso? Le catene tengono chiusa e legata la porta Baby canta con me in qualche modo. Indifesi, Indifesi, Indifesi. (Helpless CSN&Y)
Bartolo Federico
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