domenica 7 ottobre 2012

Various Artists – Long Distance Salvation – A Tribute To Bruce Springsteen’s Nebraska (2012)

RAMPLED BY TURTLES
JOE PURDY & GARRISON STARR
JOE PUG
STRAND OF OAKS
THE WOODEN SKY
DAVID WAX
SPIRIT FAMILY REUNION
ADAM ARCURAGI
JOE FLETCHER
ROADSIDE GRAVES
KINGSLEY FLOOD
JUNIPER TAR
JONAH TOLCHIN
KYLE MORTON (TYPHOON)


venerdì 5 ottobre 2012

Innocenti Nell'Oscurita'

 
Caracollando guardò la sua ombra sul marciapiede spostando il collo in avanti. I ragazzi avevano fatto il pieno, tirato a lucido la macchina e messo a punto il motore che rombava una bellezza. Lo guardarono aspettando che salisse. Quella sera si sentiva cosi triste che riusciva a vedere la sua disperazione specchiarsi sotto le luci delle insegne al neon. 

Con la sua voce rotta e gioiosa Rosa Maria disse: - Andiamo via da qui Bruno, andiamo via, in fondo è tutto quello che desideriamo -. E urlò forte in mezzo alla strada che puzzava di marcio. La guardò mentre scendeva dall’auto con i suoi stivali decorati e la giacca di jeans. Lei rifiutava le fatalità, la rassegnazione era sempre stata la più determinata di tutti loro. 

Quando era poco più di una bambina stava quasi per uccidere il patrigno che aveva tentato di violentarla. Nel sonno gli piantò il collo spezzato di una bottiglia in mezzo al petto. Quell’uomo si salvò perché la forza con cui lo colpi non fu tale da arrivare al cuore. Rosa crebbe pigiando tutto dentro, centrifugando ogni cosa. Il gelo, la paura, la morte, non segnarono mai la sua anima. Tanto che appariva sempre sicura di sé da sembrare invulnerabile. Molti  nel quartiere  confondevano quella voglia di vivere per pazzia, ma lei era tutt’altro che pazza.

- Coraggio ragazzi! – continuò, - Torneremo con il bottino e daremo un senso alle nostre vite, balleremo come spiriti della notte, tutta la notte -. E lo baciò come solo un angelo solitario sa fare. La città era un imbuto, il quartiere un deserto, mentre l’oscurità avanzava e i loro cuori battevano come pistoni. Romeo in piedi sul lato sinistro della strada guardò Bruno. Anche lui aveva raccattato tutto il coraggio che aveva per essere lì quella sera, ma notò delle ombre sul suo viso  che erano le sue stesse ombre.

La luce della vetrina era una stella cadente. Rosa Maria aprì il cofano della macchina, le pistole erano pronte per essere usate. Cadendo nel buio chi si era preso la loro parte migliore? Bruno se lo chiese sapendo che lei non era riuscita a convincerlo. Lei era nata per essere una regina, ma lui non voleva essere un suo martire e lo aveva scoperto casualmente quella mattina.


Alzandosi si sforzò per uscire dal letto. Mentre andava in cucina senti il brusio dei ragazzini del quartiere che giocavano per strada. Si trascinò fino al fornello preparandosi una tazza di caffè.  Accese la radio e  fu investito in pieno da un tizio che con una voce disperata cantava una canzone che lo tramortì all’istante. Quel tizio stava parlando di lui, di Romeo, di Rosa, di Liborio. Si sedette sulla sedia e guardò fuori dalla finestra, ascoltando quelle parole che gli si attaccarono addosso come un tatuaggio sulla pelle:

”Spanish Johnny arrivò ieri notte dai bassifondi con lividi sulle braccia e un’andatura traballante in una Buick tutta ammaccata ma vestito che era uno schianto. Provò a vendere il suo cuore alle dure ragazze di Easy Street ma loro gli dissero “Johnny, il tuo è così facilone e tu lo sai che i cuori oggi sono a buon mercato” e i protettori ruotando i loro bastoni dissero“Johnny sei un imbroglione”, allora i protettori ruotando i propri bastoni dissero “Johnny sei un bugiardo”, e dalla penombra giunse la voce di una ragazzina che disse ”Johnny non piangere” (Incident on 57 Street, Bruce Springsteen).
 

Dapprima restò stordito, annichilito  su quella sedia, mentre il caffè si gettava di fuori e la moka prendeva fuoco. Il cuore gli si spappolò in mille pezzettini e una lacrima solitaria scese lentamente lungo il viso. Poi il pianto divenne sommesso, lungo, infinito, liberatorio. Quella canzone fu un vero dono di Dio. Per la prima volta in vita sua non si sentì più un relitto, la strada si era ad un tratto illuminata, capì cosa poteva fare e quel dolore sordo che gli stringeva il petto scomparve. Uscì in fretta e furia e andò in città, comprò quel disco di cui si era appuntato frettolosamente il nome ed il titolo e stette tutto il giorno ad ascoltare quelle canzoni che adesso davano un senso alla sua vita.

Rosa Maria si accorse che c’era qualcosa che non andava. Si avvicinò a Bruno cercando di abbracciarlo. Lui fece un passo indietro per non sentire quel calore che lei riusciva a trasmettergli e che lo inebriava, ma nello stesso tempo ebbe paura che lei si accorgesse di quel segreto che celava in fondo, nel buio del suo cuore. Allora davvero avrebbe perso tutto.

- Non vengo, Rosa- disse, - Non è la mia vita questa, voglio ricominciare, ma in un altro modo, senza inganni, senza bugie. Ti amo e ti amerò per sempre, ma adesso è tempo che io vada, lo devo a me stesso e alla mia famiglia che mi ha tirato su con fatica. Voglio trovare un posto e ricominciare tutto da capo, in modo pulito, non voglio finire ammazzato o in galera, pretendo una possibilità come per tutti gli altri. Sguscerò nell’oscurità e non mi volterò mai indietro finché sarò sparito ed andrò avanti, avanti da solo e c’è la farò. Puoi contarci -.

La strada si ammutolì  le ombre danzarono al chiaro di luna. Avrebbe bevuto volentieri un sorso d’alcool mentre restava da solo in mezzo alla strada dove non c’era più nulla che gli somigliasse un pò. Poi sentì il clacson della macchina si girò, vide Romeo che, seduto dalla parte del passeggero, gli faceva segno di salire. Bruno corse verso l’auto ed era come se corresse verso la vita, l’unica vera amante di tutti noi.

Bartolo Federico 

                                         

giovedì 4 ottobre 2012

LE BAMBOLE DI NEW YORK

 LIPSTICK KILLERS




E’’ notte fonda. Johnny Thunders guida, sprofondato sul sedile. Accanto a lui David Johansen, appoggiato al finestrino, guarda la strada. Sui sedili posteriori, Sylain fuma erba mentre Arthur “Killer” Kane dorme con la testa ciondoloni. Billy Murcia gioca col tamburo della pistola. Sono in cinque e vengono dal distretto del Queens, il buco del culo, di New York. La musica nella radio è bassa. Stanno ascoltando il nuovo singolo degli Stones, Brown Sugar: “Zucchero di canna, com’è che sei cosi buono? Zucchero di canna, proprio cosi dovrebbe essere una ragazzina”. Johnny imbocca una stradina. Ma, deve sterzare bruscamente, per non investire un coglione che attraversa. La manovra fa sbattere la testa sul sedile a Killer Kane, che bestemmia e se la prende con Johnny che, a sua volta, lo manda affanculo con voce dura. I pappa, a quest’ora della notte, sono padroni di Manhattan. Sostano, con le loro Chevrolet e aspettano i clienti. Nel frattempo, fingono di parlare con quelle fighe vertiginose che hanno a fianco. E tutti hanno l’aria di chi ha capito come va la vita. Si fanno buoni affari con le puttane, perché tutti gli uomini vanno a puttane. Anche i Presidenti. Il lavoro sporco lo fanno i negri. Tocca a loro spacciare l’eroina. Come al solito pensa David, mentre alza il volume della radio, che trasmette Bitch. ”Mi sento cosi stanco, non riesco a capire. Ho appena finito una dormita di due settimane. Mi sento cosi fatto, cosi confuso, eppure non ho toccato niente da una settimana.” Poi, nel buio, incrocia gli occhi di Johnny ,ma non si dicono nulla. E’ la prima volta che escono dal loro territorio. Sono nati nel sobborgo dei poveri. In qualche modo, hanno cercato di rigare dritto. Ma, se nasci povero, hai un marchio di fabbrica. Non puoi scegliere come vivere. C’è sempre qualcuno, o qualcosa, a renderti la vita difficile. All’angolo, suonano dei blues. L’aria è tersa, e New York è un’immensa vagina. Sylain urla di fermarsi, ha visto l’insegna del club, dove hanno appuntamento. E sull’altro lato della strada, rispetto al loro senso di marcia, Johnny fa un inversione ad U, e torna indietro. Parcheggiano a spina di pesce e scendono dall’auto. Il locale è rettangolare, con il palco in fondo alla sala. All’entrata, il buttafuori, che sembra un lottatore di sumo, li guarda e cerca di mandarli via. Ma Billy usa un argomento convincente. Gli punta, la canna della pistola sul viso, proprio in mezzo agli occhi. Quando entrano al Joe Garage, il Re di New York sta cantando: “Fermo all’angolo la valigia in mano jack indossa il corsetto, Jane il proprio gilè ed io sto in una rock’n’roll band”. Si siedono in silenzio in un angolo ed ordinano da bere. Whiskey, gin e delle lattine di Coca. Hanno appuntamento, con un tizio di cui non ricordano il nome. Li ha visti suonare nel Queens, il giorno di Natale, in un rifugio per senza tetto e gli sono sembrati ok . Sono lì che aspettano. Alle porte del loro sogno.Il cantante sul palco, gira le spalle al pubblico ed attacca una nuova canzone. “Non so proprio dove vado, ma proverò a raggiungere il regno se ci riesco, perché mi sento un vero uomo quando infilo l’ago in vera poi dico che le cose non sono affatto le stesse, quando mi sto godendo la mia pera e mi sento come il figlio di Gesù e ammetto che non so niente e ammetto che non so proprio niente”. Ray arriva con una buona mezz’ora di ritardo. Ed è vestito come Alice Cooper. Il locale è pieno di fumo, che sembra che galleggi sulle loro teste. Hanno preso della benzedrina e scalpitano per la voglia di farsi sentire. Sylain e Johnny sono due chitarristi di puro rock’n’roll, come Keith Richards. Billy e Arthur due potenti stantuffi. David uno straordinario cantante. Billy guarda Ray con occhi strabici e gli chiede perché li ha fatti arrivare fin li. Voglio ingaggiarvi, risponde Ray, posso farvi suonare in tutta la città. Il vostro suono è unico, nessuna band di New York suona come voi. Siete esplosivi. A proposito, chiede Ray: come si chiama la band? I ragazzi si guardano. Ci stiamo pensando, farfuglia Johnny. Ok, fa Ray. Allora venerdì sera suonerete in questo club. Sarà il vostro debutto. Mettono a punto un paio di cose, ascoltando musica e bevendo tutto quello che è possibile. Quando escono dal club è quasi giorno. Billy vomita sulle scarpe di Johnny, mentre salgono in macchina. Ma Johnny non se ne accorge. Partono a zig zag, cantando Good Golly Miss Molly. 

Bartolo Federico














 





Jimi Hendrix – Jimi Plays Berkeley (2012)

Disc 1
Johnny B. Goode
Hear My Train A Comin’
Star Spangeled Banner
Purple Haze
Hey Baby (New Rising Sun)
Lover Man
I Don’t Live Today
Machine Gun
Voodoo Child (Slight Return)
Disc 2: Bonus
The Second Set contains the entire performance of Jimi’s second set at Berkeley on May 30, 1970.
Pass It On (Straight Ahead)
Hey Baby (New Rising Sun)
Lover Man
Stone Free
Hey Joe
I Don’t Live Today
Machine Gun
Foxy Lady
Star Spangled Banner
Purple Haze
Voodoo Child (Slight Return)
Ripped Blu-ray AudioMuxer 0.9.4, transcoded LPCM to FLAC 2.0. (Official film) and 5.1. (Bonus – Set at Berkeley on May 30, 1970).

mercoledì 3 ottobre 2012

Gov’t Mule – Live at Club Nokia, Los Angeles (2012)

9/18/12 Club Nokia, Los Angeles, CA
Disc: One
set one
1. Blind Man In The Dark [10:25]
2. Any Open Window [04:35]
3. Steppin Lightly [07:40]
4. About To Rage [08:48]
5. Larger Than Life [06:46]
6. Dolphineus [00:41]
7. Painted Silver Light [07:03]
8. Captured [09:10]
9. She Said She Said [04:14]
10. Tomorrow Never Knows [07:02]
Disc: Two
set two
11. So Weak, So Strong [06:20]
12. Gameface [12:57]
13. Don’t Let Me Be Misunderstood [07:37]
14. No Reward [05:21]
15. Fallen Down [08:14]
16. The Other One jam [04:52]
17. Drums [08:40]
18. Bad Little Doggie [03:51]
19. Lola Leave Your Light On [11:05]
Disc: Three
encore
20. Encore Break [01:30]
21. Little Wing [04:38]
22. Broke Down On The Brazos [06:59]

lunedì 1 ottobre 2012

The Romany Rye – Quicksilver Sunbeam (2012)



1. My True North
2. You Only For My Sorry
3. New King Of The Mountain
4. Sunday Smoke (Jesus Christ)
5. (Untitled) Love Song
6. Hold The Ones You Love
7. Brother
8. My Old Home
9. Country Girls
10. Quicksilver Sunbeam
11. On The Road
12. I Hate Myself
13. Yesterday’s Boy (Bonus Track)