sabato 14 giugno 2014

Le Cose Che Restano

Anche se era stata una notte oscura e senza fondo, l’avevo usata per riesumare certi souvenir smorti e pieni di polvere. Stralunato, ho aspettato l’alba avvolto in un blues brusco e lancinante di Black Ace. Una cosa che può sembrare disperata e pietosa, ma ci sono piaghe che si ostinano a sanguinare, e non serve a nulla rodersi il fegato cercando una ragione. Così, ho lasciato che quel dolore mi trapassasse da parte e parte, perché è solo la tristezza che resta. 

C’è una rosa nello Spanish Harlem. Una rosa rara cresce nello Spanish Harlem, è speciale. Non vede mai il sole esce fuori solo alla luce della luna, quando tutte le stelle brillano. Cresce per strada proprio sul cemento. Ma è morbida e dolce e sognante (Spanish Harlem - Ben E. King).  


            Ero tornato a casa e, tentando di catturare un emozione, ho messo un disco. Mi sono seduto sulla mia poltrona e ho ascoltato quelle melodie da Top Ten degli anni sessanta, che mi hanno lasciato un retrogusto amaro. Ho fumato una sigaretta per intero, stando in piedi e guardando fuori dalla finestra il treno delle 21.04 passare in orario. Quando l’ho spenta ho tossito, e con quel rantolo sordo che saliva dal petto ho avvertito l’angoscia prendere il sopravvento. Dalla piccola dispensa ho tirato fuori la bottiglia di bourbon e ne ho bevuto un goccio, ma non bevo più come un tempo, e senza motivo ho riguardato l’orologio. Mi sono seduto un'altra volta sulla poltrona e ho preso un libro, sempre lo stesso. Ed è così che mi sono accorto che certe persone che si sono amate troppo, quando se ne vanno, si portano via tutto, anche quello che non sapevano di avere. Nella stanza ho sentito il profumo di mia madre traforarmi le narici, fino a farmele scoppiare. Quel profumo che sapeva di ciclamino. Spiritato, non ho avuto più nessuna fretta ad uscire dalla nebbia che andava e veniva. Tanto alla fine è  sempre lo sgomento quello che resta.


            La malinconia è finita. Alex Chilton aveva solo sedici anni quando cantò con i Box Tops in tonalità maggiore “The Letter”, un brano dalla durata di un minuto e cinquantotto secondi, scritto da Wayne Carson Thompson, che vendette più di un milione di copie e raggiunse il numero uno nelle Billiboard Hot 100. Prodotto nell’American Sound Studio di Memphis nel 1967 da Dan Penn, la canzone fu assai popolare tra le truppe americane durante la guerra del Vietnam. Dammi un biglietto d’aereo. Non ho il tempo per un treno rapido. I giorni solitari sono finiti. Io torno a casa. La mia ragazza mi ha appena scritto una lettera. Verso le dieci del mattino sono uscito e sono stato sbaragliato dal vento di scirocco che seguitava a soffiare da qualche giorno sulla città. Il cielo l’ho smicciato con un occhio solo, era cupo da cima a fondo. Ho preso la macchina e mi sono fermato al bar. Peppino mi ha servito un caffè lungo e corretto con un cucchiaino di panna fresca. Glielo avevo chiesto io per addolcire l’amaro che mi palleggiavo in bocca. Fuori, oltre i vetri sul marciapiede, la gente per via del vento passava piegata. Fu mentre pagavo che mi sono guardato le mani grandi e nodose, come quelle di mio nonno Iano. Sicuramente avevo un aria imbronciata e nella radio della macchina ho messo una canzone che mi aveva sempre soccorso, ma anche lei oggi sembrava insulsa e senza nerbo. 

Ero pallido in quella faccia spigolosa che mi trovavo, e non mi piaceva come la vita mi aveva cambiato. Blood On The Tracks è un disco di Bob Dylan in cui si respira un aria di fallimento, ma anche di grande umanità, di uomini che vengono dalla notte e che hanno troppo stanchezza addosso e fanno una fatica del diavolo a stare in piedi. E allora si fermano e prendono fiato e, quando arrivano insieme alla loro ombra nella prima luce dell’alba, si siedono sui sassi ad aspettare il nulla.C'è un uccello sulla linea dell'orizzonte, su di una staccionata. Sta cantando la sua canzone per me a sue spese. Ed io mi sento proprio come quell'uccello, oh, oh mentre canto solo per te. Spero che tu mi possa sentire, sentirmi cantare attraverso queste lacrime(You're A Big Girl Now).  Ero uscito traballante dalla nebbia e mi trovavo di nuovo per la strada. La musica ha dondolato leggermente sui fianchi e mi ha sorriso da lontano come a uno sconosciuto. Lo stereo della macchina era rimasto acceso e i Box Tops avevano cantato “I Shall Be Released”, senza che me ne accorgessi perché il volume era così basso che non l’avevo sentita. E’ anche questa è una cosa che resta. 


         
   Quando sono rientrato a casa uno spiffero glaciale mi ha fatto rabbrividire e tremare fin dentro le ossa. Come fece “Soldier Things”, una canzone di Tom Waits, la prima volta che l’ascoltai. Divani e timpani e abiti a coda di rondine. Tovaglie e scarpe di vero cuoio. Costumi da bagno e palle da bowling. Clarinetti e anelli. E a questa radio serve giusto un fusibile. Uno stagnaio un sarto, la roba di un soldato. Il suo fucile e gli scarponi pieni di sassi. “Soldier Things” è il freddo terribile di qualcuno che si trova davanti una vita dentro a una scatola di ricordi di guerra, di medaglie, di sangue . Una vita gettata alla rinfusa in un recipiente, e venduta al monte dei pegni a un dollaro al pezzo. Una canzone di rivolta devastante, al pari di altre molto più blasonate. Una volta qualcuno mi ha detto che anche le prostitute devono fare i figli, se no come nascerebbero i figli di puttana e i governanti? Questo è per il coraggio e questo è per me. E tutto questo vale un dollaro da mettere in questa scatola. 

Avrei dovuto smettere di rimestare nei cassetti, di aprire porte, di spostare oggetti, di starmene lì a farfugliare parole che non trovavo, e proteggere la candela con la mano. Avrei dovuto smetterla di aprire bauli. Mi sarei dovuto semplicemente mettere a dormire ed aspettare le cose che restano. Quando sei un ragazzo tutto ti sembra possibile. Anche a Steve Forbert gli capitò di crederlo. Aveva solo 21 anni e se ne andò attraverso la strada 66 dal Mississippi per raggiungere New York, portandosi appresso l’armonica e la sua inseparabile chitarra acustica. E spero che moriate e che la vostra morte arrivi presto. Seguirò la vostra bara nel pomeriggio opaco. Veglierò mentre siete sepolti nel vostro letto di morte e resterò sulla vostra tomba finché sarò sicuro che siete morti (Master Of War - Bob Dylan). 


            Ero un bambino terribile, di quelli che non si sottomettevano docilmente al volere degli adulti, e mi madre ha avuto il suo gran da fare per tenermi a bada. Portavo gli occhiali e questo era un handicap per me, perché senza urtavo da una lato all’altro. Piuttosto che lasciarti menare, attacca testa bassa succeda quel che succeda, ripetevo tra me e me. Ma avevo scatti d’ira improvvisi e impetuosi da cui era meglio star lontani. Un sanguigno, un istintivo, che si dimenava e tarantellava di fronte alle ingiustizie o a quelle che ritenevo tali. C’è di che commuoversi.

Ho finito di bere e sono uscito nuovamente in strada. Ho attraversato lentamente e ho preso la macchina là dove l’avevo posteggiata. Mi sono rifugiato in un bar, ma l’alcool mi fa diventare uno stronzo, allora ho pagato e sono tornato fuori in strada, con un velo di lacrime che mi solcavano il viso. La ragazza di fronte a me mi aveva fatto un sorriso di quelli che dicono tutto. Ma non era serata quella, e bisogna raccogliere le proprie forze quando si è fragili. Aveva preso a piovere e, in men che non si dica, mi sono ritrovato con la testa inzuppata. Ho udito una musica da qualche parte, era come un mozzicone di preghiera. “Heaven Stood Still” me la sentivo ancora che mi scorreva sulla pelle, come un brivido infinito, in quello che resta. Mentre una lacrima svanisce e l’alba asciuga gli occhi di un amante, basta con le lacrime sono andate via.  per sempre. Credo che questo sarà per sempre. Il mio cuore nella tua mano sa che tutto ciò mi appartiene e allora, come un bambino, resto qui mentre il tuo cuore canta dentro di me. Il sogno della mia vita, una notte per l’eternità, il vento che sussurra piano e anche il Paradiso per un attimo si fermò. Un luogo dell’alba sa che tutto ciò mi appartiene, una rapsodia celeste (Heaven Stood Still- Willy De Ville).


   
         Ho lasciato correre la macchina che non è una Thunderbird. Tra qualche ora sarebbe stato giorno. Non mi facevo molte illusioni su gli altri, come su di me, d’altronde. John Hiatt, “Bring The Family” anno 1987: E’ un’immagine solitaria di un bicchiere vuoto...di un culo ubriaco che ulula alla luna, sperando che il sole non sorga troppo in fretta (Alone In The Dark). Aveva avuto gravi problemi in quel periodo, John , il fratello e una moglie morti suicidi. Un sacco di complicazioni psichiche l’avevano portato a vivere una vita sgretolata, notturna e desolata che, per tenerla in piedi e non sentirsi troppo solo nel buio, l’aveva affidata al bourbon e alla tossicodipendenza. Questo disco è la rinascita di un uomo attraverso l’amore puro e diretto. Perché è da laggiù che viene la musica, dall’altra parte del fiume, dove il vento è uno sciabordio su quello che resta. Ero proprio un ribelle solitario, di quelli senza bandiera, però. La disciplina che andasse a farsi fottere. Ma dovevo tenere duro per restare tale, dato che ad ogni rovescio d’acqua mi ritrovavo sempre bagnato dalla testa ai piedi. Il tempo, poi, non era servito a nulla. Che andasse a farsi fottere anche il tempo. Una volta è per sempre. “Take It Down”.  Alla fine il giorno si è infilato nel buio ed è arrivato. Mi ero assopito sulla poltrona e mi sono svegliato con la testa che mi scoppiava. Fuori il vento spingeva i rami della palma, piegandoli ma non riuscendo a spezzarli. Ho appoggiato la fronte sul vetro freddo. Il cielo era ancora carico di pioggia. Ho bevuto una caffettiera intera, e per un attimo il cielo si è sgombrato ed è apparso uno spicchio di blu intenso insieme all’arcobaleno. Poi sono andati via insieme. Come due amanti. Anch’io, come chiunque altro, mi porto appresso la scorta enorme di menzogne senza le quali non è possibile difendersi dagli attacchi degli altri. E dunque stringimi nel buio. Possiamo sognare un freddo tramonto, fino all’alba del nuovo giorno, quando fuggirò via verso un tramonto color rossetto (Lipstick Sunset-John Hiatt).


        
    Ho sempre fatto tutto con il cuore. Appunto. Ma è come fare un capitombolo nel buio. Socchiudi le palpebre e farfugli inferocito, guardando in fondo all’orizzonte. Lontani lontani, si vedono uomini senza futuro, ma con un passato. Uomini con occhi pieni di ombre e di pene. Pioveva ancora, anche se non troppo forte, ma non dava alcun cenno di smettere. Bisognerebbe ripartire da zero. Fare in modo che quello che abbiamo vissuto non esistesse. Ho acceso una sigaretta intanto che Otis Redding si prendeva lo sfondo. La sofferenza nel cuore non vuole lasciarmi dormire. Dov’è mai la mia bambina, Signore, dove può mai essere? (Pain In My Heart). Il piano ripeté gli accordi e gli ottoni entrarono brillanti, seguiti dalla chitarra di Steve Cropper che modellava il suo fraseggio alla voce miagolante di Big O’. Ho scrutato il quadrante dell’orologio ma non ho visto che ora fosse. Che importanza avrebbe avuto? Ah! Mondo cane.


Bartolo Federico

mercoledì 11 giugno 2014

Jack White’s Jukebox (2013)

1. Howlin’ Wolf – I Ain’t Superstitious [02:53]
2. Blind Willie Johnson – John the Revelator [03:18]
3. Bobby Bland – St. James Infirmary Blues [02:24]
4. Robert Johnson – Stop Breaking Down Blues [02:18]
5. Son House – Death Letter [03:28]
6. Blind Willie McTell – Southern Can Is Mine [03:17]
7. The Stooges – Raw Power [Live] [03:29]
8. MC5 – Kick Out the Jams [Live] [03:17]
9. Lead Belly – Gallis Pole [03:09]
10. Tommy Hunt – I Just Don’t Know What to Do with Myself [02:51]
11. Bob Dylan – Simple Twist of Fate [03:44]
12. Charley Patton – Mississippi Boweavil Blues [03:04]
13. Gene Vincent – Baby Blue [02:29]
14. The Carter Family – Black Jack David [02:41]
15. Loretta Lynn – I’m a Honky Tonk Girl [02:15]
16. John Lee Hooker – Boogie Chillun [02:36]
17. Marlene Dietrich – Look Me Over Closely [02:13]
18. Tampa Red – You Can’t Get the Stuff No More [02:58]
19. Bukka White – Fixin’ to Die [02:50]
20. Patti Page – Conquest [02:28]
21. Hank Williams – Tennessee Border [02:20]
22. Wanda Jackson – Let’s Have a Party [02:11]
23. Dick Dale – Miserlou [02:15]
24. Bo Diddley – Diddy Wah Diddy [02:30]
25. Little Willie John – I’m Shakin’ [02:28]



giovedì 5 giugno 2014

Occhi Azzurro Pallido (stelle di latta)



Stelle di latta nel cielo forato. Parole e invettive, lanciate da uomini soli. La radio trasmette delle lezioni di piano.Battete le mani. Battete le mani. Una goccia d’acqua è senza profumo. La signorina Maria non sogna... vive arrangiandosi. Si crepa di freddo e abbandono. Perfetta per noi questa vita che ci soggiorniamo."Ecco la differenza, tra giusto e sbagliato". Un divano letto, carte e fogli volanti, due stanze minuscole, una topaia. Bottiglie vuote, una bacinella. C’è una macchia d’olio e una stufetta. Plettri e corde. Il manuale del chitarrista. Fotografie senza cornice. Jim, Lou, Duane. Cocaine Blues il deejay l'annucia molto lentamente. Una bacchetta di legno, due pacchi di ovatta. Tutto questo è distintamente sul pavimento. Non basta fare un disco, o un libro, per esseri chiamati artisti. Missiles è una canzone devastante. Almeno per me. Dopo averla ascoltata, non posso sentire nient’altro. Per lungo tempo. E’ tutto sopra le nostre teste. Anche il temporale. Ma se stai fermo non inciampi mai. Adrian Borland è la solitudine sconfortante, l’assenza sporca e gelida. Bisogna aver provato per giudicare quell’attrazione a non ragionare, quando il vento soffia freddo, e il mondo è sottosopra. L’abbandono è il rischiare ad andare per sempre su quella strada. E dopo è anche peggio, perché il ritorno, è a mani vuote. È davvero tremendo sentirsi soli, si sente un peso dentro che ghiaccia il cuore. Carriole e bidoni, un mare muto. Se li vedessi davvero certi uomini camminare, mentre sgocciolano lacrime, ti  gelerebbe il sangue. Anche a te. Animali braccati. Un umanità scomparsa dentro trappole per topi. Non aspettarti granchè. Per alcuni l'esistenza è davvero dura. Niente gas, luce, acqua. Così la vita è un ossessione. Che muoia presto questa razza di avari, che ha imparato a stare da sola! Avvolta in brandelli di musica. Se vuoi capire qualcosa, devi andare per strada, navigare per mari. Facce insignificanti, una processione di idioti. SPEGNETE LA TELE. Ed avrete i pieni poteri. Per non diventare una minchia del cazzo. Alle volte ci si sente braccati. Ma non le sentite le bombe cadere? Bum! Bum! È il primo passo quello che conta. Siete avvisati. Solo più tardi diventeremo grandi. Sorella Ray. Sto cercando la vena giusta ho detto che non r-riuscivo a trovarla di lato non r-riuscivo a trovarla di lato ah, fallo, fallo ah, proprio proprio proprio come diceva sorella Ray Oh". Nick Drake portava un paio di jeans di un azzurro strano. Suonava la vita, quella segnata da graffi e graffietti. Ma in fondo chi siamo? Una donna di cuore l’ha supplicato ad uscire di casa, a dileguarsi, dal sogno che lo stritolava. Ma lui aveva murato quella finestra, e scolpito nel legno le sue parole. Cicatrici. Una ragazza dal berretto lampone ha lasciato orme leggere, su quei muri anneriti. PINK MOON è un miraggio, il respiro del mondo. Il bianco degli occhi. Cosa suoni fratello nell'ombra? Non farti beccare. Quella vecchia strega si sedette al tavolino da thè. Lui aveva i piedi bagnati, e si guardò le ginocchia magre. Ah! se avesse saputo. Ah! se avesse saputo. Che la pioggia che cade è sempre uguale per tutti. Ma troppi pensieri s’ingabbiano, per un goccio di whisky. "L'ho visto scritto e l'ho sentito dire La luna rosa sta per venire E voi non volate così alti La luna rosa vi prenderà tutti E' una luna rosa". Bisogna stare attenti. Me lo disse una zingara.Ti abitui e tiri avanti, poi ti svegli e non ci sei più abituato. Poi dopo un po’ ti riabitui di nuovo. Vedere è solo un modo di dire. Chi mi cerca adesso? Mi versi da bere? Giusto un goccetto."Qualche volta mi sento così felice. Qualche volta mi sento così triste". Bisognerebbe che tutto andasse liscio, riflettere, ragionare. Recitare una parte, anche senza averne una. Ma quando non si dorme più, ci si rende conto di tante cose. E bisogna abituarsi a vederle, quelle cose che non si vedono. Va bene così. Anche se è il vento che ti spinge. Jeff Buckley si tuffò nelle acque fangose, e nessuno lo rivide mai più. Fratello nell'ombra. "Se potessi rendere il mondo puro e strano come lo vedo io". Avevano dormito fianco a fianco, in un letto senza lenzuola. Lei con la maglietta bianca, e gli slip neri. Lui con un paio di boxer. GRACE dice la verità sulla musica. Fategli tutte le domande che volete. Vi risponderà con i fatti della vita, fumando una sigaretta americana. Poi pian piano, come un prigioniero lasciato da solo davanti alla porta, vi saluterà. I dettagli scompaiono, svaniscono, mentre cerchi di ricordare quel dolore. Abbassi le palpebre come i coccodrilli. Chi abita qui? Solo io e un fantasma. Ci si siede sui rovi dove tutto punge. Meglio bruciare d'un colpo. Hai qualcosa da mettere in questa scatola?


Bartolo Federico



martedì 3 giugno 2014

Il Re Dei Matti



Tristi buffoni, barcollanti ubriachi, insetti e formiche, strani individui. Un allucinante muro del suono! Viaggiatori e cadaveri. pam !..pam!.. Con la luna di traverso, il cielo è irritato. Frank è in macchina e fuma una canna, con alcuni amici drogati. C’è qualcuno che ride, è un suo compagno di scuola. Eclissatisi nell’Antelope Valley a nord della contea di Los Angeles, nel deserto californiano, sotto TETTE di stelle, fanno capriole con bastoni e occhiali. Musik. Da dove saltano fuori questi stravaganti "freakery", fuori di testa. La tranquillità è solo per i mediocri. Se ti esponi, ti feriscono, cercheranno di schiacciarti, di torturati. Quando nasce una canzone, è come quando la palla va in buca. Una nuova speranza prende forma. Nel buio, nel grigio della notte, si mette lì tutta nuda,in una posa quasi pornografica. La puoi amare, detestare, o chiederle perdono. ABBAZABA. Rumore di ossa. Lei saprà ascoltarti, muta. Un brivido, un delirio, un’apparizione. Vecchie signorine, la Quinta Avenue, una lanterna magica. Armoniche e slide, un blues ortodosso. C'è un mondo che vive. Al Re dei matti, gli venne in mente in quel posto, il nome Captain Beefheart. Ah! disse Frank pensoso. Come a dire, grande. “Ne faremo un film” aggiunse, e lo chiameremo “Captain Beefheart Meets The Grunt People”.Il Chiaro di luna nel Vermont influenzò tutti .Anche la signora Mrs. Wooten, come il Piccolo Nitty . Anche il salvagente che galleggiava con la sua piccola pistola in mostra, con la sua piccola pistola che si ingrandiva .Beh questo serva a dimostrarti quello che la luna può fare. (MoonlightOnVermont) Mezza pinta di Ballantine's. Di notte nel deserto, DOCTORDARK, girava a torso nudo con un grande mantello, e una tuba nera SUL CAPO. Ma nel baule, c'erano anche stivali sformati, un cappotto con collo di pelliccia, rovesci e uragani. Un paio di Jeans. Neanche un incantesimo. Diavolo! Per tanto tempo si era sentito come un uomo in mare, che si teneva a galla per forza d’inerzia. Ma quando incontrò Frank, cominciò a nuotare verso la riva. “Questo posto è magnifico, perché non c’è nessuno”. Disse a se stesso. Aveva l’aria sorpresa, seduto da solo. Con il dono della disperazione,  si era raggomitolato nei sogni, che riusciva a ricordare quando si tramutavano in canzoni. Allora gli s’incollavano addosso. CUOREDIBUE  non è il suo nome, ma quello che si è dato. DON VAN VLIET si alzò dal letto, con un banjo in mano. La stanza era fredda, qualcuno bussò, ma poi non entrò. Si fece una doccia e tornò a sdraiarsi. Grandi speranze lo avevano spinto fin li'. Aspettando di rimettersi i pantaloni, si girò verso lo specchio. MIRRORMAN gli fece segno di rispondergli. La carta da parati svolazza, sui muri screpolati, ci sono delle strane cose. anche nelle nostre teste. Vieni a vedere, vieni a vedere CRAZYLITTLETHING. Fu allora che mise un disco di free jazz, una musica dura. ORNETTE COLEMAN e il suo sassofono di plastica. Come lui vaneggiava poesia, quando i dragoni gli saltavano addosso. Ma THISISTHEDAY dopo due tre passi, in punta di piedi, ti porta sotto la pioggia. Ha nascosto sorprese in una casa buia e piena di sbarre, ha soffiato la polvere da occhi stanchi, e si è messo un elmetto a punta, per le cornacchie. Era un fenomeno da baraccone. A me mi stanno sul cazzo i radical-chic. Forse non si è capito, allora lo ripeto. Mi stanno sul cazzo i radical-chic. Sono quelli che hanno scritto la storia del rock, pippe viziose, destra, sinistra, centro. Gol. Inchiostro gettato. Un nuovo sound era nato, (PANICO) mescolando il blues con il jazz d’avanguardia, insieme a quella voce roca, dall’estensione micidiale. STRICTLY PERSONAL è un album di blues, che sembra di sentire SON HOUSE, che canta sotto effetto di peyote. Potete immaginarlo, ti prendono per un deficiente, bizzarro, cialtrone. Uno che gioca contro tutti, un pagliaccio. Ma non è andato nessuno a sentirlo, a vederlo. Blàblàblàblà : Formiche bianche camminano Formiche nere strisciano Formiche gialle sognano Formiche marroni sono impazienti Tutte queste persone impazienti di essere libere Uhuru Formica Uomo Ape uhuru Formica Uomo Ape Tutte le formiche del giardino di Dio, non possono andare d'accordo La guerra dura ancora E' per quel mucchio di zucchero Che non si lasceranno stare Perché ci fai questo?Ci devi lasciare liberi.(Ant man be) Libri d’avanguardia, suoni strambi, tamburi di latta, folli che sbavano. La sfiga è totale. Applauso generale. Lester Bangs scrisse, che quella era la determinazione ad entrare nell’essenza della musica. E beveva secchiate di gin. Gli intellettuali non riuscivano a decifrarla QUESTA COSA. Tutte giovani menti illuminate. Visioni di bandisti,che suonano liberi. Perchè nessuno sapeva leggere la musica. Ma REPLICA è nato lo stesso. DALI’S CAR è ispirata al taxi giallo di Salvator Dali’. E il diavolo gli chiese dove fosse stato.Forse fu una session improvvisata di otto ore consecutive. Oppure una seduta in casa di DON VAN VLIET durante la quale il CAPITANO, fece chiamare un botanico, preoccupato dai disturbi che alcuni alberi del giardino mostravano di subire, per via della musica. Da un castello all’altro, la BANDAMAGICA suona cose, che non tutti vogliono sentire. Mentre aggrottano le ciglia. Ci vuole un cuore di bue, per AMARLO davvero. Il sogno americano del successo facile. Conformisti, in un sonno senza pace. HOT RATS & LAMPY GRAVY sono tutta farina sua. I giganti della penna andranno a chiedere perdono? Non lo faranno mai, queste menti fumose. Come tutte le cose belle,l’estate dura poco. Anche il fuoco che aveva acceso. LA RIVOLUZIONE NEL rock. Non fatemi ridere. È stato uno scherzo.... di pessimo gusto. Scusate. C’è chi pensa alla pensione, perché era poco al corrente. Altri artisticamente parlando, sono condannati a morte. Ma ogni creazione porta con sè la sua nascita, LA SUA FINE, IL SUO ASSASSINO. Aveva occhi speciali non temeva niente, il CAPITANO. VADO A CERCARE UN ARTISTA, se lo INCONTRO ve lo dico.


Bartolo Federico